9 settembre 2026
Articolo “Outbreak of Severe Methemoglobinemia during Maritime Migration” pubblicato sul The new england journal of medicine
A partire da marzo 2024, i medici del Punto Territoriale di Emergenza di Lampedusa hanno identificato cluster ricorrenti di metemoglobinemia grave in migranti valutati allo sbarco dopo la traversata lungo la rotta del Mediterraneo centrale, una condizione fino ad allora non descritta in questo contesto. Il riscontro dei primi casi ha portato alla richiesta di consulenza al Centro Antiveleni Maugeri Pavia - CNIT, che ha coordinato un'indagine clinica e tossicologica in collaborazione con lo stesso Punto Territoriale di Emergenza, il sistema di emergenza territoriale e gli ospedali siciliani in cui i pazienti sono stati trasferiti. Dalla valutazione clinica e anamnestica iniziale non emergevano elementi in grado di spiegare la metemoglobinemia. L'unico elemento ricorrente era l'esposizione a carburante durante la traversata: in molti pazienti erano presenti ustioni cutanee e un marcato odore di benzina, compatibili con il contatto prolungato con una miscela di carburante e acqua di mare accumulata sul fondo delle imbarcazioni. La benzina, tuttavia, non è una causa nota di metemoglobinemia: questa incongruenza ha reso necessari approfondimenti tossicologici mirati. Parallelamente, in collaborazione con i clinici dell'isola, è stato definito uno specifico protocollo di trattamento e trasferimento, adattato a un contesto con risorse diagnostiche e terapeutiche limitate, ed è stata garantita la disponibilità di blu di metilene a Lampedusa, inizialmente non disponibile in loco. Tra marzo 2024 e dicembre 2025 sono stati identificati 82 pazienti, in prevalenza giovani uomini. Il livello mediano di metemoglobina alla prima valutazione era del 44,6%, con valori ≥50% nel 43% dei casi. Il 90% dei pazienti è stato trattato con blu di metilene, spesso con somministrazioni ripetute. L'anemia emolitica si è manifestata come complicanza tardiva in 38 pazienti, tipicamente a 2–4 giorni dallo sbarco e con frequente necessità trasfusionale. Due pazienti sono deceduti entro 24 ore dallo sbarco. Le analisi tossicologiche, eseguite presso il Laboratorio di Tossicologia di ICS Maugeri e il Dipartimento di Chimica dell'Università di Pavia, hanno identificato N-metilanilina o suoi metaboliti in 37 dei 39 pazienti analizzati (95%). La N-metilanilina, un additivo impiegato per migliorare le prestazioni dei carburanti, è stata inoltre rilevata alla concentrazione dell'1,1% in un campione di carburante proveniente da un'imbarcazione associata a uno dei cluster. I risultati indicano nell'assorbimento cutaneo di N-metilanilina da acqua di mare contaminata da carburante la probabile causa di questi episodi ricorrenti di metemoglobinemia potenzialmente letale. Sottolineano inoltre l'importanza, nei contesti di primo soccorso e di accoglienza, della disponibilità di blu di metilene, della CO-ossimetria e del monitoraggio dell'emolisi oltre la fase acuta.