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Il Blog della Società Italiana di Tossicologia (SITOX) è dedicato sia ai Soci della Società che ai cittadini tutti, indipendentemente dal grado di competenza nelle materie tecnico-scientifiche. In questo blog si ritroveranno informazioni aggiornate, indipendenti e certificate relative a stili di vita, alimentazione, ambiente, ed impatto sulla salute della popolazione delle sostanze a cui è esposta.

Tutti i contenuti pubblicati sono frutto della collaborazione dei membri del gruppo Comunicazione della SITOX con Esperti selezionati in base alla tematica da affrontare.

9 maggio 2022 - Sicurezza degli alimenti, Ambiente e salute, Sostanze chimiche
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Arsenico: tossicità e rischi per la salute

L'arsenico (As) è un componente naturale della crosta terrestre. La sua presenza si riscontra in rocce, suolo, acqua e aria. In alcuni territori, le concentrazioni di arsenico possono essere elevate per cause puramente naturali ed indipendenti dall'inquinamento determinato da attività produttive umane. Può presentarsi sia in forma inorganica (come elemento chimico o come alcuni sali di arsenico) che organica. La tossicità dell’arsenico e dei suoi composti è in relazione proprio alle forme chimiche dell'elemento: i composti inorganici sono i più tossici rispetto a quelli organici.

 

Arsenico: fonti e potenziale esposizione

L'arsenico è un contaminante largamente diffuso. Si trova sia in natura in rocce, suolo, acqua ed aria (viene rilasciato nell’aria dai vulcani e dalla degradazione dei minerali contenenti arsenico), sia come risultato dell’attività umana.  I composti dell’arsenico sono utilizzati nell'industria del vetro e della ceramica e nella fabbricazione di semiconduttori. In passato, i composti inorganici dell'arsenico erano ampiamente utilizzati nel trattamento e nella conservazione del legno, mentre i composti organici di arsenico erano impiegati in campo agricolo. Inoltre, l'arsenico inorganico era usato anche come agente terapeutico nel trattamento di alcune patologie come la leucemia, la psoriasi e l’asma bronchiale cronica.

L'esposizione all'arsenico può avvenire attraverso la dieta, il fumo, l'acqua e l'esposizione professionale. In un parere pubblicato nel 2009 sui possibili rischi per la salute relativi alla presenza di arsenico negli alimenti, il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) ha ritenuto che siano i pesci, i crostacei e i molluschi gli alimenti con i livelli più alti di arsenico.  Tuttavia, si tratta di arsenico principalmente presente in forma organica e quindi essenzialmente non tossica.

Invece, per quello che riguarda l'esposizione all'arsenico inorganico, secondo il parere dell’EFSA, gli alimenti che contribuiscono maggiormente sono i cereali e i prodotti a base di cereali.  Altre fonti di esposizione all'arsenico inorganico includono le acque nelle zone di origine vulcanica e le esposizioni professionali (ad esempio, nelle fonderie sono presenti fumi contenenti arsenico, che possono essere respirati in caso non siano rispettate le norme di sicurezza).

 

Arsenico: tossicità ed effetti sulla salute

Come per tutti i metalli, anche per l'arsenico la tossicità è determinata dalla concentrazione che raggiunge a livello cellulare dove la quantità presente dipende da fattori critici, come la forma chimica del metallo (i composti inorganici dell'arsenico sono i più tossici rispetto a quelli organici).

Le forme inorganiche, una volta ingerite o inalate, sono ben assorbite dall'organismo. Il metabolismo dell’arsenico è caratterizzato dalla riduzione dei composti pentavalenti a trivalenti e dalla metilazione di quest’ultimi.  Questo processo facilità l'eliminazione dell'arsenico attraverso l'urina, ma l'efficienza di tale procedimento fisiologico di difesa dell'organismo presenta una grande variabilità interindividuale. Per questo motivo, l'esposizione a una stessa quantità di arsenico, può avere effetti sulla salute molto variabili a seconda della persona.

L'assunzione di una dose elevata di arsenico può provocare nausea, vomito, dolori addominali, ipotensione, aritmia cardiaca ed arresto cardio-circolatorio nei casi più gravi.

L'esposizione cronica invece può indurre neurotossicità, danni epatici con comparsa di epatomegalia e cirrosi, danni a livello cutaneo (iperpigmentazione e ipercheratosi) ed alterazione a carico del sistema vascolare che possono portare a cancrena delle estremità.

L'esposizione cronica è stata collegata anche all'insorgenza di diverse forme di tumore: cute, polmone, vescica e fegato. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato i composti inorganici dell’arsenico nel gruppo 1 (cancerogeni umani).

 

Arsenico: trattamento delle intossicazioni e prevenzione

In seguito ad esposizione acuta è necessario intervenire il più tempestivamente possibile cercando di favorire l’eliminazione dell’arsenico attraverso una lavanda gastrica e somministrando degli specifici chelanti. I chelanti sono sostanze in grado di legarsi al metallo con maggiore affinità rispetto al bersaglio biologico e di conferire al nuovo complesso un'elevata idrofilia favorendo così l'eliminazione.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proposto come valore limite per l'acqua potabile la concentrazione di arsenico di 10 μg/litro. Tale valore è stato adottato nella Direttiva 98/83CE sull'acqua destinata al consumo umano.  Per legge, anche i produttori di acqua in bottiglia sono obbligati a rispettare il limite di concentrazione di 10 μg/litro di arsenico, ma non c'è l’obbligo di indicarne i valori reali misurati sull’etichetta.

Per quanto riguarda la dieta, il gruppo CONTAM dell'EFSA ha identificato un intervallo di dosi giornaliere (da 0,3 a 8 µg/kg di peso corporeo) che porterebbero ad un aumento di rischio dell'1% di sviluppare tumori del polmone, della vescica e della pelle.

In conclusione, limitare il più possibile l'esposizione delle persone all'arsenico inorganico può essere considerata la misura preventiva più importante per la popolazione generale e per i lavoratori. Pertanto, oltre al luogo di lavoro, lo scopo principale del controllo deve essere quello di analizzare la qualità dell'acqua per il consumo umano e per l'irrigazione dei terreni agricoli e di valutare l'esposizione e i rischi collegati alla presenza di arsenico negli alimenti.

 

https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/

 

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