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Il Blog della Società Italiana di Tossicologia (SITOX) è dedicato sia ai Soci della Società che ai cittadini tutti, indipendentemente dal grado di competenza nelle materie tecnico-scientifiche. In questo blog si ritroveranno informazioni aggiornate, indipendenti e certificate relative a stili di vita, alimentazione, ambiente, ed impatto sulla salute della popolazione delle sostanze a cui è esposta.

Tutti i contenuti pubblicati sono frutto della collaborazione dei membri del gruppo Comunicazione della SITOX con Esperti selezionati in base alla tematica da affrontare.

27 luglio 2022 - Sicurezza degli alimenti, Ambiente e salute
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Cosa sono le tossine naturali di origine marina e a quali rischi espongono per la salute?

Con questo post continuiamo a parlare delle tossine di origine marina e in particolare del rischio associato al consumo di pesci velenosi oppure pesci, molluschi e crostacei alimentati con alghe in grado di produrre tossine. I prodotti ittici pur essendo un ottimo alimento, ricco di nutrienti (acidi grassi omega 3, calcio, iodio, selenio) e di proteine di alto valore biologico, rappresentano anche un veicolo per le tossine marine, in quanto attraverso la catena alimentare essi possono accumularle e metabolizzarle.

 

Le principali tossine marine assunte attraverso l’alimentazione

Le tossine marine determinano nell’uomo una serie di quadri clinici patologici noti con il termine di biointossicazioni. Proprio a seconda delle principali intossicazioni causate vengono suddivise in diversi gruppi. Tra questi, il gruppo delle tossine PSP (Paralytic Shellfish Poisoning) ha sicuramente avuto negli ultimi decenni un'importante valenza igienico-sanitaria per l’uomo.  Le PSP sono tossine prodotte da alcuni generi di dinoflagellati (alghe marine unicellulari) che si accumulano prevalentemente nei molluschi, specialmente durante il fenomeno delle fioriture algali, ma anche nei pesci che si nutrono di plancton. Queste biotossine algali sono responsabili dell’intossicazione paralitica, caratterizzata da formicolio e bruciore intorno alle labbra e alla lingua, da intorpidimento e nei casi più gravi da morte per paralisi dei muscoli respiratori.

Oltre alla sindrome paralitica (PSP) il consumo di molluschi bivalvi contaminati può essere responsabile anche dell’intossicazione diarroica (DSP). In questo caso le tossine DSP (Diarrhetic Shellfish Poisoning) sono prodotte da varie specie di Dinophysis e comprendono l’acido ocadaico e dinofisistossine. L’alterazione dei processi di secrezione del sodio dalla cellula, causata da queste molecole, porta all’effetto diarroico.

Tra le tossine più temibili va ricordato anche l’acido domoico prodotto dalle diatomee (alghe unicellulari non flagellate) del genere Pseudonitzshia. Questa tossina è responsabile di forme di amnesia temporanea, conosciute come intossicazione amnesica (Amnesic Shellfish Poisoning - ASP), in quanto l’acido domoico agisce sui siti della memoria, nell’area dell’ippocampo. Oltre alla perdita della memoria a breve e lungo termine, possono verificarsi convulsioni, coma e nei casi più gravi morte.

Un altro gruppo di tossine marine di rilevanza dal punto di vista sanitario sono le palitossine. Come abbiamo visto anche nello scorso post, sono una famiglia di composti che comprende circa una ventina di analoghi strutturali e per la prima volta sono state isolate nel 1971 alle Hawaii dal celenterato marino, Palythoa toxica. Come tutte le altre tossine marine, sono considerate termostabili alle normali condizioni di cottura. Casi di intossicazioni da palitossina, anche mortali, si sono verificati nelle zone tropicali e subtropicali in seguito al consumo di pesci e crostacei contaminati. La sintomatologia si manifesta con vomito, diarrea, dolori agli arti, spasmi muscolari e difficoltà respiratorie.

Le ciguatossine invece sono presenti in alcuni pesci che vivono vicino alla barriera corallina e sono state individuate nel dinoflagellato Gambierdiscus toxicus. Passano lungo la catena alimentare e si accumulano prevalentemente nelle uova e nella carne del pesce predatore. Sono responsabili di una particolare patologia non letale chiamata ciguatera, i cui effetti più comuni sono le alterazioni della percezione della temperatura, gastroenteriti, prurito e neuropatie.

Infine, tra le principali tossine marine rientra anche la tetrodotossina (TTX), una delle più potenti neurotossine (1200 volte più tossica del cianuro), esplica la sua tossicità bloccando l’attività dei canali del sodio presenti nelle membrane dei neuroni, impedendo quindi, la trasmissione dell’impulso nervoso.  È concentrata nelle gonadi, nel fegato, nell’intestino e nella pelle del Pesce Palla, considerato una prelibatezza culinaria nei Paesi orientali ed utilizzato per la preparazione del Fugu Sashimi. La non corretta preparazione di questo piatto può causare gravissime intossicazioni, che possono portare al decesso. Nell’uomo, i sintomi insorgono precocemente e comprendono: formicolio alle dita di mani e piedi, vertigini, nausea, vomito, progressiva paralisi muscolare, ipotensione, paralisi respiratoria e morte.

 

Tossine marine e sicurezza alimentare

Il consumo di prodotti ittici contaminati da tossine marine, e in particolar modo il consumo di molluschi bivalvi, rappresenta un rischio per la salute umana. A livello europeo il Regolamento (CE) n. 853/2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale nazionale, garantisce che i molluschi bivalvi immessi sul mercato e destinati al consumo umano non contengano biotossine marine in quantità totali (misurate nel corpo intero o nelle parti consumabili separatamente) superiori ai limiti stabiliti. Quest’ultimi sono stati fissati sulla base del parere scientifico espresso dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha stabilito per ciascun tipo di tossina la quantità che può essere consumata nell'arco di 24 ore senza rischi apprezzabili per la salute (la dose acuta di riferimento). Tali quantità sono state poi confrontate con i dati sul consumo di molluschi e sulla presenza di tossine provenienti da vari Paesi dell’UE.

In conclusione, sia a livello nazionale che a livello di comunità europea, i controlli sulle acque, sui molluschi in essa allevati e gli ulteriori accertamenti eseguiti in tutte le fasi, dalla produzione alla vendita, sono certificati dall’etichettatura e garantiscono la massima sicurezza nel consumo dei prodotti ittici.

 

https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/

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