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Il Blog della Società Italiana di Tossicologia (SITOX) è dedicato sia ai Soci della Società che ai cittadini tutti, indipendentemente dal grado di competenza nelle materie tecnico-scientifiche. In questo blog si ritroveranno informazioni aggiornate, indipendenti e certificate relative a stili di vita, alimentazione, ambiente, ed impatto sulla salute della popolazione delle sostanze a cui è esposta.

Tutti i contenuti pubblicati sono frutto della collaborazione dei membri del gruppo Comunicazione della SITOX con Esperti selezionati in base alla tematica da affrontare.

22 luglio 2021 - Integratori, nutraceutici e cosmetici
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III Cosmetici: sicurezza dei prodotti solari

Con l’arrivo della bella stagione è doveroso parlare dell’importanza di una corretta esposizione al sole. Come abbiamo già visto in altri post, l’esposizione ai raggi solari regala molteplici benefici, in dosi eccessive però può essere nocivo e causare danni a breve e a lungo termine. Tempi prolungati e modi sbagliati di esposizione portano alla manifestazione di vari fenomeni come eritemi, fotoinvecchiamento cutaneo e fotocancerogenesi.

Per proteggere la pelle dagli effetti nocivi dei raggi solari non basta evitare di esporsi nelle ore centrali della giornata, quelle in cui le concentrazioni di UV-A e UV-B sono al massimo, ma occorre anche utilizzare i prodotti per la protezione solare.

 

Come funzionano i prodotti solari

Per prodotto solare è inteso “qualsiasi preparato (quale crema, olio, gel, spray) destinato a essere posto in contatto con la pelle umana, al fine esclusivo o principale di proteggerla dai raggi UV assorbendoli, disperdendoli o mediante rifrazione”. In base al loro meccanismo d’azione i solari vengono divisi in due gruppi: quelli che contengono filtri fisici e quelli che proteggono dagli UV mediante filtri chimici.

I filtri fisici contengono molecole inorganiche e agiscono in modo meccanico, riflettendo i raggi solari grazie all’ossido di zinco (ZnO) e il biossido di titanio (TiO2) che respingono sia le radiazioni UV-B che UV-A. Queste sostanze offrono un'ottima protezione, ma sono difficili da distribuire in un film sottile e lasciano sulla pelle una caratteristica patina bianca. Per rendere esteticamente piacevoli queste formulazioni dense, attualmente si usano particelle di dimensioni ridotte, le nanoparticelle di ZnO e TiO2.

I filtri chimici invece contengono molecole organiche (avobenzone, ossibenzone, octocrylene, ecamsule, enzophenone-3, salicilati) capaci di assorbire l’energia della radiazione solare e restituirla in parte, sotto forma di calore.

Qualunque sia il tipo di filtro utilizzato, come per tutti gli altri cosmetici, anche i solari sono disciplinati dal Regolamento europeo sui cosmetici (allegato VI – Elenco dei filtri UV autorizzati nei prodotti cosmetici), e dal 2006 sono regolati anche ai sensi della Raccomandazione sull’efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazioni.

Tutti i filtri UV, compresi quelli che sono nanomateriali, devono essere autorizzati dalla Commissione europea prima di essere usati nei prodotti solari. Vengono stabilite le concentrazioni massime nelle preparazioni pronti per l’uso e, secondo la modifica del 2016 del Regolamento UE, i limiti minimi di dimensione delle particelle per i nanomateriali.

 

Creme solari: come scegliere la protezione giusta

Gli effetti dei raggi ultravioletti sulla pelle sono diversi in ogni individuo e sono relativi ai tipi di pelle, determinati perlopiù da caratteristiche genetiche. Attualmente si usa suddividere i diversi tipi di pelle in sei fototipi, basati sul colore e sulla differente risposta all’esposizione solare, in termini di grado di scottatura e abbronzatura.

In base al proprio fototipo, la prima caratteristica da controllare è il fattore di protezione (SPF) che fornisce un'indicazione numerica (da 6 a 50+) relativa alla capacità del prodotto di “fermare” le radiazioni UV-B. Si deve ricorrere a un fattore molto elevato (50+ o schermo totale) in caso di pelli molto chiare e capelli rossi o biondi (fototipo 1) fino a un SPF basso, tra il 10 e il 6, indicato per individui con capelli scuri e carnagione olivastra (fototipo 5) o capelli scurissimi e pelle scura (fototipo 6).

L’SPF però non è l’unica caratteristica del filtro alla quale prestare attenzione. Come già accennato, il fattore di protezione si riferisce ai soli raggi UV-B, perciò è bene controllare che il solare protegga anche dalla radiazione UV-A.

Infine, è importante sottolineare di nuovo che è la dose (la quantità di raggi assorbiti) l’elemento determinante l’effetto avverso/tossico, perché una elevata esposizione ai raggi solari è causa di infiammazione anche in individui con fototipo 6 che presentano una carnagione nera.

 

https://www.fda.gov/drugs/

https://eur-lex.europa.eu/legal-content

https://www.aad.org/media/stats/prevention

 

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