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Il Blog della Società Italiana di Tossicologia (SITOX) è dedicato sia ai Soci della Società che ai cittadini tutti, indipendentemente dal grado di competenza nelle materie tecnico-scientifiche. In questo blog si ritroveranno informazioni aggiornate, indipendenti e certificate relative a stili di vita, alimentazione, ambiente, ed impatto sulla salute della popolazione delle sostanze a cui è esposta.

Tutti i contenuti pubblicati sono frutto della collaborazione dei membri del gruppo Comunicazione della SITOX con Esperti selezionati in base alla tematica da affrontare.

4 giugno 2020 - Ambiente e salute
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Le emissioni in atmosfera in Italia

 

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ha recentemente pubblicato il Rapporto sugli inquinanti atmosferici. I dati presentati descrivono lo stato emissivo del Paese negli ultimi 28 anni e sono relativi a vari settori: trasporto, agricoltura, industrie energetiche e manifatturiere e altri processi industriali.

Il trend delle emissioni nazionali di gas serra

Secondo i Report Ispra 2020, dal 1990 al 2018, i gas serra sono diminuiti del 17%, passando da 516 a 428 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Dei 428 milioni di tonnellate di CO2 immessi in atmosfera in Italia nel 2018, il 24,4% sono emissioni prodotte dal trasporto, il 24% dalle industrie energetiche, il 19,5% dal settore residenziale e dai servizi, il 12,6% dall’industria manifatturiera, l’8% da processi industriali, il 7% dall’agricoltura, poco più del 4% dai rifiuti. La diminuzione è dovuta principalmente alla crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili (idroelettrico ed eolico) e all’incremento dell’efficienza energetica nei settori industriali.

Emissioni di gas serra dal settore agricoltura

Le emissioni di gas serra relativi all’agricoltura e allevamenti sono scese del 13%. La maggior parte di queste emissioni, quasi l’80%, deriva dagli allevamenti, in particolare dalle categorie di bestiame bovino e suino.

I dati evidenziano un calo del valore del PM10 e del PM2.5 di origine agricola e zootecnica rispettivamente del 30,3% e del 28,6%.

Per quando riguarda il PM10 primario, la principale fonte di emissione resta il riscaldamento. Per il PM2.5 di origine secondaria, formatosi in atmosfera attraverso reazioni chimiche fra altre specie inquinanti, una su tutte l'ammoniaca, la zootecnia è fra le origini più cospicue. Sebbene le emissioni di quest’ultima dal settore agricoltura sono calate del 23% negli ultimi 28 anni, esse rappresentano il 94% delle emissioni nazionali.

A questo proposito è importante migliorare la gestione dello stoccaggio e della distribuzione di liquami, letame e digestati, anche se questo rimane parte del problema in quanto, indispensabile per la formazione del particolato secondario oltre all’ammoniaca sono anche l’ossido di zolfo (SOx) e di azoto (Nox). Dal Rapporto emerge che il 95% dei SOx deriva da combustioni, processi industriali, inclusa la produzione di energia, nonché dai riscaldamenti. Invece per i NOx la principale fonte di emissioni è il trasporto su strada.

Altre fonti di emissione

Circa la metà delle emissioni nazionali derivano dai settori della produzione di energia e dei trasporti, che negli ultimi 28 anni sono aumentati del 2%.  La fonte principale è il trasporto su strada dovuto all’incremento della mobilità di merci e passeggeri.

Le emissioni provenienti dal settore delle industrie energetiche sono diminuite del 30% dal 1990 a differenze di quelle derivanti dal settore residenziale e servizi che sono aumentate del 6% a fronte di un incremento dei consumi energetici pari al 18,3%.

Il settore dei processi industriali registra una diminuzione di emissioni del 14,2% rispetto al 1990, prevalentemente grazie alla forte riduzione delle emissioni di protossido di azoto, N2O (-91%). Segnano un aumento del 5,6% invece quelle derivanti dalla gestione e dal trattamento dei rifiuti. Quest’ultime sono destinate a ridursi nei prossimi anni grazie al miglioramento dell’efficienza di captazione del biogas, alla riduzione del conferimento in discarica e all’aumento della raccolta differenziata.

Il Rapporto vuole fornire dati che siano utile strumento per la definizione di ottimali politiche di riduzione delle emissioni che al 2030 sono definiti, a livello europeo, dal cosiddetto “Pacchetto dell’energia”. Esso prevede una riduzione del 40% di tali emissioni rispetto ai livelli del 1990. Per raggiungere questo obiettivo l’Italia dovrà ridurre le emissioni di gas serra di una quantità pari a circa 50 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti annui, che equivale alla metà delle emissioni dal trasporto stradale.

https://www.isprambiente.gov.it

 

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