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Il Blog della Società Italiana di Tossicologia (SITOX) è dedicato sia ai Soci della Società che ai cittadini tutti, indipendentemente dal grado di competenza nelle materie tecnico-scientifiche. In questo blog si ritroveranno informazioni aggiornate, indipendenti e certificate relative a stili di vita, alimentazione, ambiente, ed impatto sulla salute della popolazione delle sostanze a cui è esposta.

Tutti i contenuti pubblicati sono frutto della collaborazione dei membri del gruppo Comunicazione della SITOX con Esperti selezionati in base alla tematica da affrontare.

28 dicembre 2020 - Sostanze chimiche, Sanità pubblica
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Tossicologia, una scienza in evoluzione: dal pericolo al rischio.

Una volta la tossicologia veniva chiamata la “scienza dei veleni” (dal greco toxon, che significa “freccia” e allude al veleno utilizzato sulla punta di questa per avvelenare il nemico). Oggi è più corretto chiamarla “scienza della prevenzione”, poiché si occupa della valutazione dei rischi e della sicurezza d’uso delle sostanze di origine naturale o antropica (forse meglio: o sintetizzate dall’uomo), nel rispetto della tutela della salute dell'uomo e dell’ambiente.

Ma come si è passati dalla tossicologia come arte dei veleni alla tossicologia come scienza?

 

Storia della tossicologia

La tossicologia ha radici antiche e ha inizio agli albori della storia con l’osservazione e la comprensione degli effetti benefici e tossici delle sostanze. Già sul Papiro Ebers (1500 a.C.) si trovano riferimenti alle proprietà dannose della cicuta, dell’aconito, dell’oppio, del piombo e dell’antimonio. Già 1500 anni prima di Cristo, gli egiziani facevano largo impiego delle piante officinali. Poi i greci unirono alla conoscenza delle piante medicinali le teorie filosofiche, mentre gli arabi ne fecero veri e propri farmaci applicando gli studi di chimica in cui essi eccellevano.

La tossicologia come scienza, però, inizia durante il rinascimento con Paracelso che introdusse alcuni concetti fondamentali come quello della gradualità della dose nella manifestazione dell’effetto benefico o avverso e della necessità della sperimentazione biologica, in quanto essenziale per studiare gli effetti delle sostanze chimiche.

Nel corso dei secoli, molti importanti traguardi sono stati raggiunti grazie al lavoro di diversi scienziati come Mathieu Orfila, Claude Bernard, Emil Fischer e tanti altri che hanno arricchito e ampliato gli orizzonti della tossicologia.

Con l’inizio del XX secolo, in concomitanza con la scoperta di molecole chimiche efficaci in vari ambiti (farmaceutico, fitosanitario, alimentare, industriale ecc.) e con la necessità, quindi, di controllare la loro immissione sul mercato stabilendo dosi sicure per l’uomo e per l’ambiente, diventa sempre più chiaro il bisogno di istituire organismi di controllo. Nasce quindi, nel 1906, la USA-Food and Drug Administration (FDA) e a seguire vari enti in cui la valutazione del rischio svolge un ruolo di primo piano.

 

Nascita delle agenzie di regolamentazione

Negli ultimi decenni diversi eventi come la tragedia della talidomide nei primi anni ‘60 (farmaco che causò gravi malformazione congenite in oltre 10 mila bambini), il disastro ambientale di Minamata (1950), Seveso (1976), la pubblicazione nel 1962 del libro “Primavera silenziosa” (un libro che denunciava i danni della persistenza del DDT nell’ambiente) e una serie di allarmi alimentari verificatisi alla fine degli anni ’90, hanno portato alla necessità di una riconsiderazione degli aspetti tossicologici non solo dei farmaci, ma anche di innumerevoli sostanze di origine naturale e industriale. Ciò ha portato a un’espansione della ricerca in ambito tossicologico e della regolamentazione degli agenti chimici.

In questo contesto vengono istituiti altri importanti organi di regolamentazione come il National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS), l'Environmental Protection Agency (EPA), l'Agenzia Europea del Farmaco (EMA), l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

Nascono anche apposite società scientifiche in quasi tutti i paesi industrializzati che riuniscono tossicologici dell’università, dell’industria e delle istituzioni pubbliche al fine di promuovere la diffusione delle conoscenze tossicologiche e iniziative in campo formativo, di ricerca e di applicazione in ambito clinico e regolatorio.

Inoltre, vengono istituiti comitati di esperti congiunti FAO-OMS, come il Joint Meeting on Pesticide Residues (JMPR) e il Joint Expert Committee on Food Additives (JECFA), per la valutazione del rischio associato ai residui di sostanze naturali e non presenti nella catena alimentare.

Anche all’interno delle stesse agenzie nascono comitati, che si occupano della classificazione delle sostanze e loro miscele in base al loro potenziale effetto tossico o presunto cancerogeno, come la European Chemicals Agency (ECHA) e la International Agency for Research on Cancer (IARC), una agenzia intergovernativa parte dell’OMS.

Nei prossimi post disserteremo della fondamentale differenza tra la semplicistica classificazione derivata dalla intrinseca potenza biologica di una sostanza e la valutazione del rischio reale, cioè della imprescindibile necessità di valutare quantitativamente il rischio, perché solo in base a valutazioni quantitative, ossia associando esposizione e pericolo intrinseco (quale effetto e a quale dose) si può procedere alla gestione appropriata delle sostanze chimiche, agenti fisici, agenti biologici e fattori dipendenti dallo stile di vita.

 

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