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Il Blog della Società Italiana di Tossicologia (SITOX) è dedicato sia ai Soci della Società che ai cittadini tutti, indipendentemente dal grado di competenza nelle materie tecnico-scientifiche. In questo blog si ritroveranno informazioni aggiornate, indipendenti e certificate relative a stili di vita, alimentazione, ambiente, ed impatto sulla salute della popolazione delle sostanze a cui è esposta.

Tutti i contenuti pubblicati sono frutto della collaborazione dei membri del gruppo Comunicazione della SITOX con Esperti selezionati in base alla tematica da affrontare.

14 aprile 2022 - Ambiente e salute, Sostanze chimiche
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Inquinamento indoor: quali i rischi per la salute

Quando parliamo di inquinamento pensiamo subito alla qualità dell’aria atmosferica esterna (outdoor). In realtà, negli ambienti confinati a volte si registrano valori di concentrazione di inquinanti superiori a quelli presenti nello stesso momento outdoor. Questo accade perché agli inquinanti esterni si sommano quelli che provengono dalle normali attività umane indoor, dagli impianti di climatizzazione e dalle sostanze presenti negli elementi d’arredo.

 

Cos’è l’inquinamento indoor

Si definisce inquinamento indoor "la presenza nell’aria di ambienti confinati di contaminanti fisici, chimici e biologici non presenti naturalmente nell’aria esterna di sistemi ecologici di elevata qualità" (Ministero dell’Ambiente Italiano, 1991).

Questi contaminanti provengono in parte dall’esterno (inquinamento atmosferico outdoor, pollini) e in parte da fonti interne. Quest’ultime sono rappresentate da: occupanti (uomo, animali), attività domestiche, impianti di climatizzazione, sostanze rilasciate da materiali edili e dagli stessi arredi.

 

Quali sono le cause principali dell’inquinamento indoor?

Gli occupanti posso contribuire all’inquinamento indoor in due modi. Il primo è attraverso l’emissione di bioeffluenti, come la produzione di anidride carbonica (CO2), che è principale gas metabolico prodotto dall’uomo, e di contaminanti biologici attraverso la desquamazione dell’epidermide e l’emissione di goccioline saliva. Queste sono in grado di rimanere sospese in aria e veicolare agenti infettivi di numerose malattie. I bioeffluenti invece non sono nocivi per la salute perché in bassa concentrazione ma hanno spesso un odore sgradevole.

Le persone possono contribuire a inquinare l’aria degli ambienti chiusi anche attraverso le loro comuni attività. Uno dei principali fattori è il fumo di tabacco ambientale, il cosiddetto ETS (Environmental Tobacco Smoke) che apporta significative concentrazioni di nicotina e di sostanze irritanti, tossiche e potenzialmente cancerogene.  Anche la cottura dei cibi e il riscaldamento degli ambienti contribuiscono all’inquinamento indoor con l’aumento della concentrazione di biossido di azoto (NO2), anidride carbonica (CO2) e di monossido di carbonio (CO). Quest’ultimo, un gas incolore e insapore, è particolarmente pericoloso in quanto lega l’emoglobina al posto dell’ossigeno con affinità 234 volte superiore, in modo praticamente irreversibile.

Anche i materiali edili, gli arredi e i rivestimenti (vernici, pavimenti ecc.) possono rappresentare una importante fonte di inquinamento indoor con l’emissione di Composti Organici Volatili (COV) come la formaldeide, implicata nella sindrome dell’edificio malato.

Tra gli inquinanti naturali indoor, sicuramente il radon è tra più importanti. Presente in tutta la crosta terrestre, si trova nel terreno, nelle rocce, nei materiali edili (specialmente se di origine vulcanica) e può insinuarsi quindi negli ambienti chiusi, specie in quelli a diretto contatto con il suolo (la principale sorgente del radon che arriva in casa) come cantine, scantinati e taverne dove può raggiungere concentrazioni tali da rappresentare un rischio per la salute.

Altre potenziali fonti indoor di inquinamento sono i prodotti per la manutenzione e la pulizia (detersivi, insetticidi ecc.) e gli impianti di climatizzazione, specialmente per il rischio microbiologico.

 

Inquinamento indoor: effetti sulla salute

A differenza dell’inquinamento outdoor, oggetto già da tempo di grande attenzione e di misure di prevenzione, solo negli ultimi decenni è emersa l’esigenza di approfondire le conoscenze sull’inquinamento indoor, soprattutto di fronte all’aumento di evidenze scientifiche sugli effetti negativi sulla salute che possono essere acuti, a breve termine, o cronici, a lungo termine.

Gli effetti sulla salute sono legati a diversi fattori ambientali e individuali, tra cui: tipologia e concentrazione dell’inquinante, presenza di sinergie con altri inquinanti e tempo di esposizione.

Gli effetti a breve termine possono presentarsi dopo una singola esposizione o dopo esposizioni ripetute a un singolo inquinante (o miscele di inquinanti), anche a basse concentrazioni. Generalmente la sintomatologia dura poco tempo e scompare con l’eliminazione della fonte di inquinamento. Effetti acuti possono verificarsi in seguito all’esposizione di breve durata a elevate concentrazioni di un inquinante tossico (o più inquinanti), come nel caso di incidenti domestici dovuti a fughe di gas e intossicazione acuta da monossido di carbonio.

Gli effetti a lungo termine si manifestano dopo una esposizione prolungata a livelli di concentrazione anche lievi o dopo esposizioni ripetute. Possono manifestarsi anche dopo anni dall’esposizione. Numerose evidenze dimostrano che l’inquinamento dell’aria indoor può avere effetti nocivi sul sistema cardiovascolare, respiratorio, nervoso e immunitario oltre che contribuire all’aggravamento di patologie preesistenti.

 

Come ridurre l’inquinamento indoor

In materia di qualità dell’aria interna e al fine di garantire ambienti di vita sani e sicuri, il Ministero della Salute ha promosso e sviluppato già da anni importanti iniziative nell’ambito della tutela e promozione della salute negli ambienti confinati.

La presenza di fonti inquinanti dipende molto dallo stile di vita e dalle nostre scelte, perciò, è fondamentale porre la dovuta attenzione ai comportamenti da adottare quotidianamente in casa o al lavoro.

Sicuramente la ventilazione degli ambienti svolge quindi un ruolo importante nel garantire una buona qualità dell’aria interna. Con la ventilazione è possibile rinnovare l’aria viziata di un ambiente e diluire la concentrazione delle sostanze nocive prodotte da fonti interne; inoltre è possibile eliminare anche il vapore acqueo in eccesso. Altre buone abitudini da adottare quotidianamente sono: accendere la cappa mentre si cucina, usare aspirapolveri con il filtro hepa e fare i controlli periodici dei filtri degli impianti di climatizzazione.

 

https://www.salute.gov.it/portale/temi/

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